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nelle pagine che seguono puoi trovare le piste da fondo presenti in Piemonte e Valle D'Aosta
Claviere' Montgenevre Perosa argentina Pragelato S.Giacomo
Pragelato
Quota centro
abitato: Pragelato 1524 m., Plan 1570 m.
Accesso stradale:
Strada Statale della val Chisone, che collega Pinerolo a Sestriere. Si può
accedere alle piste da diversi punti, ad esempio dal capoluogo o dalla località
Plan (mulino) dove è presente l'ingresso principale al centro di fondo
Servizi e informazioni:
Pro Loco, tel. 0122 - 78844
Sci Club Val Chisone, tel. 0122 - 741107 e 741721
sito internet: www.sciclubvalchisone.it
email: valchisone.scinordico@infosys.it
TO81@infosys.it (solo per gare)
DATI GENERALI
Numero piste battute: 1
Chilometri totali: 15 circa
Servizi presso il centro di fondo: bar, spogliatoio, noleggio attrezzatura,
pista con illuminazione notturna (km. 2.5).
Prezzo: a pagamento
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Parte 1 dell'anello - Val Troncea: km: 7.5 / difficoltà: media / dislivello: 200
m.
Parte 2 dell'anello - da Plan a Pragelato km: 7.5/ difficoltà: media /
dislivello: 50 m
L'anello della Val
Troncea
Dalla località Plan, raggiungibile abbandonando la statale presso Traverses,
presso il ristorante-bar Mulino (m. 1570 circa), si può iniziare la risalita di
una parte della val Troncea con gli sci di fondo. Il tracciato inizia in una
zona pianeggiante: dirigendosi verso l’evidente solco della Val Troncea, si
attraversa quasi subito il Chisone, si passa sotto le funi di una seggiovia e
quindi si riattraversa il torrente raggiungendo la frazione Pattemouche.
Seguendo sempre la pista alla sinistra di chi sale, si passa accanto ad un
campeggio entrando definitivamente nel tratto più naturale del tracciato: dopo
aver attraversato per altre due volte il corso d’acqua, lo si costeggia in un
tratto stretto della valle fino a raggiungere una conca ove è posto l’abitato di
Laval, in caratteristico stile alpino, dove tra l’altro si incontra un
attraversamento che consente un eventuale ritorno anticipato. Si continua in
graduale salita e, superata una strettoia, la valle si allarga nuovamente; in
prossimità di questa seconda conca si entra nella zona protetta vera e propria:
il punto in cui si oltrepassa il confine del parco è evidenziato da un’evidente
segnaletica. Nonostante la zona sottoposta a tutela ambientale interessi
soltanto l’ultimo tratto della pista, anche la prima parte del tracciato è di
grande valore paesaggistico: si procede in un fondovalle lontano da vie di
comunicazione e da centri stabilmente abitati, circondati da numerosi indizi che
tradiscono l’abbondante presenza del camoscio. La vegetazione arborea è
essenzialmente caratterizzata dalla presenza di numerosi larici, essenza che
conferisce all’ambiente un aspetto tipicamente centroalpino, e del pino
silvestre. Superato il grosso cartello in legno che evidenzia l’entrata del
parco, si sale ancora per un poco fino a che la pista piega a destra, scende
verso il Chisone e lo attraversa su un ponte in legno (ponte della Fonderia, a
quota 1750 m. circa): non è di norma possibile inoltrarsi oltre lungo il
fondovalle per il rischio di valanghe, come ammonisce un’opportuna segnaletica.
Si inizia quindi il ritorno, che si risolve in una lunga e piacevole discesa,
quasi ininterrotta; si passa inizialmente accanto ai ruderi della Tuccia (antica
fonderia) a quota 1730 m. circa: si prosegue quindi sempre sul versante
idrografico sinistro della valle (in ombra) fino a Pattemouche, sempre tra i
larici, alternando discese dolci a discese più impegnative, mai veramente
difficili. A Pattemouche è presente un punto di ristoro: dopo un’eventuale
sosta, si raggiunge in breve Plan da dove è possibile raggiungere Pragelato
percorrendo un secondo anello, piacevole ma naturalisticamente meno
interessante.
Tra Plan e Pragelato
Partendo da Plan (m. 1570) si raggiunge Pragelato (m. 1524) superando
formalmente un modesto dislivello (circa 50 metri), percorrendo una bella pista
sul versante idrografico sinistro della vallata. Chi lo desidera può comunque
effettuare durante il ritorno, che si sviluppa sul versante opposto del solco
vallivo, alcune deviazioni che risalgono dolcii pendii esposti a occidente. Il
tracciato è facile (se si escludono alcune deviazioni): si sviluppa in ambiente
di fondovalle, passando accanto ad alcuni borghi: la carrozzabile resta
generalmente abbastanza lontana.
Quota centro abitato: 1760 m.
Accesso stradale: Clavière si raggiunge facilmente con l’autostrada del
Frejus, uscendo a Oulx e passando per Cesana Torinese. Il Centro di Fondo è
posto all'estremità superiore del paese, poco prima dell'ex posto di frontiera.
Servizi e informazioni:
Ufficio Informazioni Accoglienza Turistica 0122-878856 e Centro Sci di Fondo
0122-878646
DATI GENERALI
Numero piste battute: 2, con una variante
Chilometri totali: 8 km circa
Servizi presso il centro di fondo: scuola sci di fondo
Prezzo: a pagamento
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Piste du GOLF
Anello Blu - Pista km 5.5 - difficoltà: medio-facile
Variante Rossa - Pista km 1 - difficoltà: media
Piste du LAC km 1.5 - difficoltà: facile
Le piste di fondo di Clavière si sviluppano
a cavallo del confine francese, in buona parte già nel dipartimento delle
Hautes-Alpes. Il tracciato ha inizio dalla parte più alta dell'abitato e risale
l'ultima parte della valle della Piccola Dora, a lato della strada
internazionale del colle del Monginevro (che si trova più in alto e la cui
presenza, di fatto, non disturba più di tanto). Poco dopo l'inizio della piste
du Golf, si incontra sulla sinistra la breve variante della "Villa Conti", un
breve tratto di pista rossa (1 km) caratterizzato da una decisa salita seguita
quasi subito da una discesa di media difficoltà. Riunitosi al percorso blu, il
tracciato della pista del Golf raggiunge la parte bassa della valle dei
Mandarini e quindi, proseguendo principalmente in salita, raggiunge la parte
orientale di Montgenèvre, ove si incontra la biglietteria delle piste del centro
turistico francese. Dalla biglietteria ha inizio la piste du Lac, una pista
facile che si sviluppa attorno a due specchi d'acqua (posti subito ad est del
borgo francese) per una lunghezza di 1.5 km.
Tornati alla biglietteria, si riprende il percorso blu (piste du Golf) e con una
bella discesa si ritorna alla conca posta alla base della valle dei Mandarini,
dove sono anche alcuni impianti di risalita e dove la pista si attarda divagando
con brevi discese seguite da brevi risalite. Si affronta quindi l'ultima
discesa, abbastanza sostenuta (difficoltà media), che conduce fino alle prime
case di Clavière.
L'intero tracciato si sviluppa sotto l'incombente presenza dello Chaberton (i
cui 3130 metri di quota diventarono tristemente celebri per gli scontri militari
all'inizio della seconda guerra mondiale), tra boschi radi di larici, lungo il
fondovalle.
Quota centro abitato: 1854 m.
Accesso stradale:
strada carrozzabile da Cesana Torinese verso il Colle del Monginevro;
oltrepassata la frontiera, si incontra l'abitato di Montgenèvre.
Il centro di fondo si trova subito a valle dell'abitato, sul lato della montagna
esposto a nord: si accede dal parcheggio Bois de Sestrières, percorrendo una
carrozzabile a fondo chiuso, fino al primo tornante della stessa.
Servizi e informazioni:
Offices du tourisme, 04 92 21 52 52
IAT Claviere, 0122 878856
DATI GENERALI
Numero piste battute: esistono 3 piste battute con alcuni tratti in comune.
Chilometri totali: oltre 8,5 km
Servizi presso il centro di fondo: parcheggio; per gli altri servizi bisogna
rivolgersi a Montenèvre
Prezzo: a pagamento
NB: a Montgenèvre esiste anche un secondo centro di fondo, le piste del quale
hanno inizio a monte del paese e scendono fino a Claviere; tra i due centri di
fondo esistono numerosi impianti di sci alpino e ampi campi di neve frequentati
dai discesisti.
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Anello Blu - Pista Le Bois km: 5 - difficoltà: facile.
Anello Rosso - Pista Le Janus km: 7 - difficoltà: media
Anello Nero - Pista Le Facteur km: 8,5 - difficoltà: media con una breve discesa
impegnativa
Le piste di fondo del Centro Bois de
Sestrières si sviluppano nel bosco omonimo, tra alti larici, abeti e pini
silvestri.
Il panorama è caratterizzato verso Montgenèvre dall'imponente mole dello
Chaberton, che domina la prima parte del tracciato "rosso"; la parte più
occidentale del tracciato raggiunge la località Le Belvedere, da dove
l'orizzonte si apre sui monti del Parc Narionale Barre des Ecrins, tra i quali
s'innalzano anche cime glaciali. Si può ammirare inoltre l'abitato di Briançon,
con il caratteristico forte. Ben visibile dalla pista anche la vallée de la
Clarée, ampia e soleggiata.
La pista ha inizio poco a monte del parcheggio Bois de Sestrierès; vi si accede
seguendo una carrozzabile a fondo chiuso che sale ad alcuni condomini: il
tracciato incomincia in prossimità del primo tornante.
Attraversata subito una pista di discesa ed uno skilift, ci si inoltra nel
bosco: presto si incontra un bivio sulla destra, con le indicazioni della pista
rossa e di quella nera (diversamente, continuando diritti, si percorre la pista
blu).
Il tracciato rosso-nero, scende in direzione dell'abitato, sotto lo sguardo
severo dello Chaberton, quindi risale fino a ricongiungersi con la pista blu.
Il tracciato continua fino a Le Belvedere: solo la pista nera s'attarda in una
deviazione sulla destra, caratterizzata da una ripida discesa (il tratto più
impegnativo): la discesa termina su una pista di collegamento con La Vachette (6
km al paese, in discesa). Invece di scendere alla frazione, la pista nera svolta
a sinistra e sale in direzione de Le Belvedere, dove si ricongiunge ai tracciati
rosso-blu.
Tornando indietro, la pista nera esegue una seconda variante, questa volta sulla
destra, di difficoltà media: dapprima si sale verso il monte Le Chenaillet e
quindi, dopo un paio di curve, si scende con una bella discesa a ricongiungersi
ai tracciati rosso-blu.
Con un breve percorso si torna infine definitivamente alla base.
Quota centro abitato: 1455 m. - Ghigo
Accesso stradale:
strada carrozzabile da Perosa Argentina; il centro di fondo è accessibile da
Ghigo o da Villa
Servizi e informazioni:
Ufficio Turistico Prali, 0121-807418
DATI GENERALI
Numero piste battute: 2
Chilometri totali: 15 circa
Servizi presso il centro di fondo: noleggio attrezzatura, locali sciolinatura,
spogliatoi, docce, servizi igienici.
Prezzo: a pagamento
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Anello n. 1 - Villa km. 7, difficoltà: medio-alta, omologata FISI
Anello n. 2 - Ribba km. 8, difficoltà: media
Le piste si sviluppano in un ambiente
relativamente antropizzato, da Villa a Giordano praticamente a lato della
carrozzabile. Da quest'ultima borgata a Ribba, al contrario, la pista s'allunga
(circa 1,5 km) lontano da auto e strade; oltre Ribba, è possibile continuare su
percorso difficile (talvolta in parte battuto) in direzione di Bout du Col.
Partendo ad esempio da Prali Villa (m. 1392), si percorre un primo anello sul
versante idrografico destro del torrente Germanasca, caratterizzato da alcune
discese abbastanza impegnative. Si torna quindi a monte di Villa e, passati
accanto ad alcuni abeti in prossimità di alcune vecchie baite, ci si imbatte in
una ripida discesa caratterizzata dalla presenza di una netta curva a sinistra
(la curva è un poco pericolosa ed è quindi dotata di alcune reti di protezione).
Segue quindi una breve discesa, oltre la quale s'incontra una deviazione che
riporta a Villa chiudendo l'anello omologato FISI.
Se si desidera invece proseguire verso l'alta valle, non si devia verso Villa ma
si prosegue in direzione sud, tra i larici. Si sale con decisione, quindi si
ridiscende verso il torrente superando un tratto ove la vallata si restringe. Si
prosegue quindi lungo il torrente, mentre il solco vallivo si allarga: giunto
ormai non lontani da Ghigo, si sale ancora sul versante idrografico destro
(corso d'acqua alla destra di chi sale) della montagna e subito dopo si ritorna
verso le case del capoluogo con una bella discesa. Proprio in prossimità di
Ghigo, si passa sul versante opposto della vallata e si inizia un secondo
anello, continuando a lungo in leggera salita fino a Giordano, disturbati un
poco nei giorni festivi dalla kermesse dello sci alpino e dal parcheggio, che
occupano l'altro lato della valle. Non lontano da Giordano, si riattraversa il
torrente e si inizia un tratto di pista che si sviluppa in uno splendido
ambiente naturale.
Ci si inoltra in una forra, seguendo il binario che si allunga accanto al
torrente: si sbuca in una conca tra larici e campi di neve, ove è adagiata la
borgata Ribba, a quota 1550 m., con vista verso il vallone di Clapou dominato
dalla punta Cornour.
Si può a questo punto proseguire verso Bout du Col, seguendo il percorso della
strada che durante l'estate consente di raggiungere in auto l'alpeggio a quota
1698 m.: il tracciato è difficile, battuto solo in parte o per niente battuto.
In alternativa, si può ovviamente ritornare verso Giordano, con una discesa
prima decisa e quindi più dolce. La pista costeggia quella percorsa durante
l'andata, raggiunge Ghigo e quindi Villa.
Quota centro abitato: 905 m.
Accesso stradale:
strada statale da Cuneo; il Centro di fondo "Gelas " è posto immediatamente dopo
il centro abitato proseguendo in direzione della diga della Piastra
Servizi e informazioni:
Pro Loco, 0171 - 978616
Centro Sci di Fondo "Gelas", 0171 - 978458
Sito www.entracque.org (flash)
DATI GENERALI
Numero piste battute: 6
Chilometri totali: 30 circa
Servizi presso il centro di fondo: spogliatoio, locale sciolinatura, noleggio
attrezzatura, bar-ristorante, servizi igienici.
Il centro di fondo è dotato di un impianto di innevamento artificiale.
Prezzo: a pagamento
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Aduis: km 2-2.5, difficoltà facilissima
Agonistica: km 5, difficile (si segnala, tra l'altro, una discesa molto
impegnativa)
Feit: km 4, difficoltà facile/media
Coste: km 7.5, difficoltà: media/difficile
Sartaria: km 12, difficoltà media/difficile
Oltre Gesso: km 5, difficoltà facile (una discesa di difficoltà media)
Alcuni anelli hanno parti comuni
Superati gli unici due tornanti presenti tra
Borgo S.Dalmazzo ed Entracque, ci si ritrova improvvisamente in un'ampia e
soleggiata conca, conca resa paesaggisticamente interessante dalla presenza di
numerose vette dai profili arditi; a sud-est appaiono infatti il Monte Frisson
(dalla caratteristica forma piramidale, simile ad un piccolo Cervino) e la Rocca
dell'Abisso mentre appena a destra dell'imponente Monte Aiera (l'Ariunda) si
distingue la più bella cima delle Alpi Marittime: il Gelas, con il suo piccolo
ghiacciaio, si confonde nella luce del Sud. Giunti ad Entracque, paese di media
montagna che si sta proponendo come la più importante località del cuneese per
quanto riguarda lo sci nordico, con gare regionali e nazionali ,ci si dirige
verso S.Giacomo: prima della Diga della Piastra si incontra il Centro di Fondo "Gelas".Aduis,
Feit e Oltre Gesso: nei campi di neve attorno alla base Le piste Aduis e Feit si
sviluppano tra le morbide ondulazioni che circondano il Centro di Fondo, con
possibilità di rapido ritorno al punto di partenza. Se la prima è assai adatta
ai principianti, essendo quasi completamente pianeggiante, la seconda è invece
un poco più difficile poiché occorre affrontare 3-4 salite seguite da immediate
veloci e piacevoli discese. La pista dell'Oltre Gesso, che può presentare
qualche problema (pietre) in caso di scarsità di neve, si sviluppa invece lungo
il torrente.La pista delle Coste: tra gli abeti.....
Percorrendo l'anello del Feit, in prossimità della diga della Piastra, una
chiara ed evidente segnaletica consente di imboccare senza errore la deviazione
che costituisce la pista delle Coste; il tracciato sale inizialmente tra le
latifoglie: guadagnando rapidamente quota si giunge in breve al termine della
salita, da dove il percorso alternerà soltanto tratti pianeggianti e ripide
discese. Si prosegue a lungo in costa (da cui il nome) in un bel bosco misto,
ricco di abeti, larici e qualche pino silvestre: giunti al termine del bosco, si
esce su ampi campi di neve lungo i quali si sviluppano divertenti discese che in
alcuni casi risultano abbastanza impegnative anche se non difficili. Nella sua
parte terminale, la pista si ricongiunge a quella del Feit e ritorna al
parcheggio.
La pista Agonistica: solo per fondisti esperti.....Una parte della pista del
Feit e gran parte della salita della pista delle Coste fanno parte della pista
denominata Agonistica; questa presenta tuttavia alcune varianti caratterizzate
da salite e discese decisamente impegnative, tanto da essere raccomandate solo a
fondisti esperti. La pista agonistica, omologata F.I.S.I., è spesso teatro di
competizioni ad alto livello (nel 2000 si sono tenuti i Campionati Regionali di
Sci Nordico per tutte le categorie ed il Campionato Nazionale Giovani; a quest'ultimo
hanno partecipato giovani promesse del fondo provenienti da tutto l'arco alpino
e dai principali centri appenninici).
La Sartaria: nella natura delle Alpi MarittimeL'anello della Sartaria non potrà
che destare grande interesse sia nei tecnici del fondo, che tendono a
privilegiare l'aspetto sportivo, che negli amanti della natura e
dell'escursionismo, cioè in coloro che vedono in questo tipo di sci la
possibilità di inoltrarsi in paesaggi incontaminati anche in presenza di neve
abbondante, senza correre i rischi dello sci-alpinismo. La pista parte dal
grande piazzale-parcheggio, ove sono localizzati i servizi del Centro di Fondo,
ma dopo poche decine di metri si allontana già con decisione dalla zona più
affollata; affronta dapprima alcuni aperti pascoli, da dove è possibile ammirare
le cime che fanno parte del gruppo dell'Argentera, quindi si inoltra in un bosco
misto: una inebriante discesa con curva finale ad angolo retto anticipa le
difficoltà tecniche del percorso, che nell'insieme può essere ritenuto
medio-difficile. Si supera ancora una decisa salita che anticipa una bella lunga
discesa che porta lo sciatore accanto al torrente: da questo punto fino al "giro
di boa", la pista procede in salita più o meno accentuata, con talvolta qualche
tratto pianeggiante, generalmente accanto al corso d'acqua. Alla sinistra del
fondista incombe la grande muraglia calcarea posta alle spalle di Entracque; di
aspetto dolomitico, essa inizia dal Monte Corno, passa per la Cima della Lausa
(una vera lastra di roccia inclinata posta a ridosso dell'abitato), per il Monte
Bussaia e per l'Uja di Santa Lucia: quest'ultima, simile ad un campanile proprio
come le più celebri formazioni delle Alpi Orientali, s'innalza come un grande
menhir dal bosco spoglio di latifoglie. La grande costiera biancastra, di
origine marina, continua quindi a formare lo spartiacque con la Val Vermenagna,
lungo il quale spiccano le vette del Monte Frisson e della Rocca dell'Abisso.
Giunti al Ponte di Porcera, il tracciato entra nel territorio del Parco delle
Alpi Marittime, inoltrandosi per un breve tratto, la cui lunghezza varia a
seconda delle volte: sia in questa zona che nella parte più bassa della Sartaria
è possibile incontrare esemplari di camoscio, specialmente nelle più tranquille
giornate infrasettimanali. L'anello quindi volge a ritroso; una lunga discesa,
interrotta soltanto in pochi punti da brevi tratti pianeggianti o brevissime
salite, attende lo sciatore: dolci lunghi pendii si alternano a tratti più
impegnativi, consentendo al fondista di utilizzare tutto il suo bagaglio di
capacità tecniche.