![]() |
|
![]() |
Barmasc Gressoney Prazzo e Dronero Valle Varaita Val D'Ayas
Accesso stradale:strada
carrozzabile da Dronero fino a Chiappera
Servizi e informazioni:Acceglio: Comune (171-99013), Campo Base (0171-99068);Prazzo:
Comune (0171-99123);
Ponte Marmora: Albergo Gentil Locanda (0171-99139); Dronero: UfficioTuristico
(0171-917080); Consorzio Maira Progresso (0171 / 99068 / 99024 / 99133).
DATI GENERALINumero piste battute: 3Chilometri
totali: 50 circaServizi presso il centro di fondo:
a Ponte Marmora: biglietteria e noleggio attrezzatura;
a Prazzo, ad Acceglio e a Chiappera: biglietteria, noleggio attrezzatura e
spogliatoio
Prezzo: a pagamento; bambini sotto i 10 anni: ingresso gratuito
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Tre anelli principali tra loro collegati;
più esattamente le piste sono:
1) collegamento Ponte Marmora-Prazzo 2 km facile2) anello di Prazzo 8 km medio (omol.FISI)3)
collegamento Prazzo-Maddalena 2 km difficile4) anello Maddalena-Acceglio 12 km
da medio a facile5) collegamento Acceglio-sorgenti Maira-Saretto - difficile6)
anello Saretto-Chiappera-Campo Base 8 km da medio a facile
Poco più di 40 chilometri separano Dronero da Chiappera ma percorrendo la rotabile, assai tortuosa in alcuni punti, specialmente durante l'inverno pare di compiere un viaggio con la mente per raggiungere un paese fantastico annidato tra i monti. Prazzo, a metà vallata, con le sue vecchie case spesso vive solo in estate e sbarrate nella stagione fredda per evitare l'invasione della neve, anticipa la strana sensazione di trovarsi in un luogo remoto, "ai confini del pianeta", sensazione che diventa più intensa quando si raggiunge Chiappera, sulla quale incombe il profilo un po' fiabesco della Rocca Provenzale. Quasi intontiti dal beccheggio dell'auto sofferto per avere a lungo navigato tra curve continue ed impietose, scendendo a terra ci si inebria di un panorama aperto, dove un cartello ai lati della strada pare un oggetto insolito, futuristico. Pochi i segni della civiltà dei consumi: i negozi, i bar, gli impianti di risalita sono rimasti .... sull'altro pianeta. C'è chi avverte disagio per questo ambiente raggiungibile in auto ma quasi spopolato, c'è chi ama al contrario queste montagne e la loro wilderness più di ogni altro luogo: le frazioni dell'alta valle nascondono angoli che narrano la vita degli ultimi montanari prima che il richiamo della pianura fosse cosí forte da indurli ad abbandonare la loro civiltà. Spesso soltanto vecchie baite, per fortuna alcune delle quali in fase di recupero, restano oggi a contemplare un'incantevole scenario naturale dove l'uomo appare fugacemente, magari nei soliti dí di festa. Che dire ? Cercare di custodire gelosamente l'isolamento di questi monti grazie al quale attimi del passato possono ritornare vitali nelle sensazioni che attraversano la nostra mente quando ad esempio si passeggia nelle viuzze delle piccole frazioni in pietra o augurarsi che un adeguato sviluppo turistico, certamente possibile per le grandi bellezze paesaggistiche dei luoghi, sappia fare apprezzare la bellezza di una delle principali vallate delle Cozie a turisti nuovi e ancor oggi ignari della sua esistenza ? L'interrogativo è grave e di ardua soluzione; nel frattempo ...... Un lungo tracciato dalla media all'alta valle ........ nel frattempo appare abbastanza ovvio che una vallata che ha nell'ambiente naturale la principale ricchezza veda nello sci nordico una concreta possibilità di sviluppo turistico, anche se le carenze qualitative della viabilità rappresentano un freno considerevole all'accesso del turista-sciatore ai campi di neve di questi monti. I tracciati per il fondista presenti in valle Maira sono notevolmente sviluppati in lunghezza, coprendo interamente il fondovalle da Ponte Marmora (m. 944) alla conca di Chiappera, raggiungendo quasi i 1700 m. di quota, oltre la caratteristica borgata, per una lunghezza totale di circa 50 km. A Prazzo, località di villeggiatura posta pressochè a metà vallata, la carrozzabile interrompe il suo tortuoso salire, rilassandosi per un attimo su pendii un poco più aperti, circondati da alte montagne, pendii sui quali è adagiato il paese. Il borgo (solo 39 abitanti residenti) si anima soprattutto in estate, periodo in cui è sicuramente uno dei principali centri turistici della valle Maira. La pista di fondo si snoda tra Prazzo inferiore e Prazzo superiore, frazioni entrambe disposte sul lato soleggiato della vallata: tracce di antichi terrazzamenti mostrano ancora quanto in passato questi luoghi fossero attivamente coltivati nell'impari sforzo sostenuto dalle popolazioni locali nel tentativo di ottenere sostentamento dalle loro montagne; al contrario il versante esposto a settentrione giace da sempre in quiete ad osservare il trascorrere del tempo ammantato da una splendida foresta di conifere, che soltanto nella parte più bassa cede il posto alle radure ad alle latifoglie; proprio queste radure e questi boschetti di latifoglie ospitano alcuni tratti di pista abbastanza impegnativi, mentre il tracciato che si sviluppa tra Prazzo inferiore e Prazzo superiore può essere considerato di difficoltà media: in totale lo sviluppo delle piste attorno al paese è di circa 8 km. Superato il capoluogo della parte centrale della valle, la pista di fondo si inoltra nuovamente in un tratto angusto e difficile (2 km fino a Maddalena) dove la vallata si restringe nuovamente: poco prima di Acceglio il paesaggio torna ad aprirsi e il tracciato, che si sviluppa non lontano dalla carrozzabile, divaga per un attimo sul terreno detritico colonizzato da radi larici alla confluenza tra il vallone di Unerzio ed il solco vallivo principale; l'anello Maddalena-Acceglio, che misura 12 km, è abbastanza soleggiato e si può considerare medio-facile. Acceglio è sicuramente il principale centro turistico della valle: l'esistenza di quattro alberghi - a cui si aggiungono tre trattorie, una pizzeria, una tabaccheria con rivendita di giornali ed una pista di pattinaggio su ghiaccio - testimonia la relativa importanza di questo bel borgo situato già nell'alta valle. Superato Acceglio, un tratto di pista difficile, caratterizzato da ripide salite ed impegnative discese, conduce a Ponte Maira e quindi al lago Saretto; il percorso si fa quindi medio-difficile per 2 km circa e sale all'ampia conca di Chiappera; il luogo può essere considerato a ragione il simbolo della valle Maira: la ciclopica lama della Rocca Provenzale fende l'aria tersa delle Cozie, innalzandosi come in enorme monolite. Meta di alpinisti, arrampicatori e temerari che osano sfidare la sua verticalità, la Rocca Provenzale sovrasta proprio come un antica rocca l'abitato di Chiappera, ancora oggi intatto con le sua case in pietra che si mimetizzano nella montagna.La pista di fondo si attarda nel pianoro (anello di 6 km circa) alla base dell'inconfondibile sagoma, tra aperti e soleggiati campi di neve dove le latifoglie non hanno ancora ceduto il territorio al larice: a mezzogiorno un ampio vallone si apre luminoso, invitando gli scialpinisti a salire fino al Sautron, al confine con la Francia. Una caratteristica dell'alta valle Maira è proprio il connubio insolito tra gli sci sottili e lo sci "fuoripista" nella sua espressione più pura e genuina, connubio che continua oltre Chiappera, ormai nel cuore del vallone del Maurin: mentre gli itinerari scialpinistici salgono al col de Maurin e si inoltrano negli altri valloni che si aprono a ventaglio nella testata della valle, la pista di fondo si attarda in un anello tra radi larici e ontani spogliati dall'inverno, attraversando il torrente al ponte delle Fie (m. 1677): la parte più elevata del complesso di piste per lo sci nordico della valle Maira si snoda in una soleggiata conca che il gruppo Castello-Rocca Provenzale da un lato e la Rocca Bianca dall'altro (con i suoi oltre tremila metri di quota) custodiscono come gendarmi posti a salvaguardia della quiete del recondito luogo alpestre. ...... e per concludere una doverosa precisazione: le righe di quest'articolo non sono un invito ad una solitaria "marcialonga" lungo i 50 km di piste tra Ponte Marmora e l'alta valle ma vorrebbero essere più modestamente uno stimolo a trascorrere qualche giornata di festa in questa valle cosí vicina e al tempo stesso cosí lontana alla vita intensa della pianura cuneese......... magari tornando più volte, per scoprire in armonia con i ritmi pacati della montagna i segreti più reconditi di quest'angolo delle Cozie.
Quota centro abitato: 1379 m.
Accesso stradale:
strada provinciale da Cuneo per Sampeyre; oltrepassato Brossasco ed il ponte sul
Varaita, si svolta a sinistra per Valmala e quindi per il santuario omonimo. Il
Centro di fondo si trova al termine della carrozzabile, in prossimità
dell'edificio sacro.
Servizi e informazioni:
Centro Sci Nordico Valmala 0175-978016

DATI GENERALI
Numero piste battute: 2
Chilometri totali: 11 circa
Servizi presso il centro di fondo: bar e ristoranti, noleggio attrezzatura,
servizi igienici.
Prezzo: a pagamento
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Anello 1 - pista da Pian Pietro fin oltre Pian Madama: misura 7.5 chilometri ed
ha una difficoltà media; lungo il suo tracciato sono presenti diversi ritorni
che consentono di ridurre il percorso a 2 km (facile), 3 chilometri (facile), 5
chilometri (media); a queste lunghezze si devono aggiungere anche un paio di
chilometri (solo andata) relativi alla pista che collega il Santuario di Valmala
a Pian Pietro.
Anello 2 -Presso il santuario è inoltre presente una seconda pista lunga 5
chilometri, con un ritorno che consente di abbreviare il tracciato a 2
chilometri (la pista ha una difficoltà medio-alta; il tratto lungo 2 km ha
difficoltà media)
La valle Varaita è nota soprattutto per le
splendide passeggiate ed escursioni estive offerte dalle sue montagne. Oltre i
confini del saluzzese e del cuneese, pochi tuttavia conoscono le opportunità che
la vallata offre agli amanti dello sci nordico. Tra i numerosi centri di fondo,
il primo che si incontra, salendo da Verzuolo verso il Monviso, è quello di
Valmala, che è localizzato presso l'omonimo santuario. Le piste si snodano in
tre direzioni: verso il Pian Madama (a nord della base), verso il colle della
Ciabra e verso ovest, in direzione della località Boisa. Il tracciato di Pian
Madama costituisce il cuore del sistema di piste: si parte presso una
caratteristica fontana posta proprio all'inizio dell'ampio parcheggio e si
procede in costa, prima in leggera discesa e quindi in leggera salita, in un bel
bosco di latifoglie con qualche betulla, fino al bivio per il colle della Ciabra.
Volgendo a sinistra e seguendo il tracciato che nella stagione estiva
costituisce la carrozzabile che raggiunge il valico, si sale con percorso
abbastanza impegnativo fino allo spartiacque con la valle Maira (questa parte di
pista non è sempre battuta; inoltre il tracciato è praticamente sempre in salita
e quindi il ritorno si risolve in una lunga discesa, assai divertente ma
riservata a fondisti non principianti). Proseguendo invece verso pian Madama, si
percorre la parte forse più bella dei tracciati di Valmala. Si attraversa uno
splendido bosco di sole betulle, estremamente suggestivo, che presto diviene
misto, con un'abbondante presenza di abeti e larici (sono presenti anche altre
conifere, quali il pino silvestre ed il pino nero, quest'ultimo limitato ad
alcuni esemplari). Con percorso in discesa, interrotto di tanto in tanto da
qualche breve risalita, la pista passa in costa al Bric Uccello, con ampio
panorama sulla pianura cuneese, sulle Alpi Liguri (sono ben distinguibili il
Mondolè, la cima dei Cars, la Bisalta) e sulle Alpi Marittime: è curioso
segnalare che, spostandosi sufficientemente a nord, diviene visibile la Cima dei
Gelas. Rispettivamente a NW e a SW "incombono" sul percorso il Monviso e, minore
ma comunque interessante, la cima del Birrone, separate tra loro dal solco
vallivo della valle Varaita. Molte volte queste due cime si stagliano tra i
campi di neve punteggiati dalle macchie verdi delle variegate conifere e resi
ancora più "nordici" dalle numerosissime betulle, dai candidi ed eleganti
tronchi. Nel procedere verso nord si superano tre punti di ritorno: oltre
l'ultimo la pista prende a salire con decisione, quindi con una S raggiunge il
colmo di Pian Madama; in questo punto del tracciato, in condizioni di scarso
innevamento, sono visibili numerose piante di ginestre, pianta estremamente
resistente che cresce sia sui litoranei del Mediterraneo sia nelle altitudini
alpine. Affrontata una breve discesa ed una seconda S disegnata sul terreno
pianeggiante, la pista si getta in una lunga ed impegnativa discesa lungo il
versante ovest della montagna che, in condizioni di neve gelata, può risultare
difficile. Si raggiunge una tipica costruzione montana, purtroppo in abbandono,
e quindi si risale leggermente e si inizia un lungo tratto di pista in un bel
bosco di latifoglie, pista che prosegue a lungo in costa ed in leggera salita
fino a ritornare al bivio per il colle della Ciabra. Nel percorrere questo
tratto dell'itinerario, il fondista potrà osservare innanzi a sè le cime del
monte S. Bernardo, con la caratteristica croce e, più a ovest, quella del
Roccerè che anticipa quella del Birrone. Ritornati al bivio, si riprende la
pista di collegamento che riporta alla base.
Ad ovest del santuario di Valmala esistono inoltre due anelli (2 e 5 km) di
difficoltà media e medio-alta, omologati per gare FISI; questi si sviluppano nel
bosco di latifoglie, senza tuttavia la varietà di vegetazione che caratterizza
il tracciato di Pian Madama. Il tracciato normalmente battuto in occasione delle
competizioni di sci nordico, inizia lasciandosi il Santuario alle spalle ma
svolta quasi subito a sinistra innalzandosi subito alcune decine di metri sopra
il parcheggio: la pista quindi si abbassa verso est in direzione delle case più
a valle della borgata, poi ritorna in direzione del santuario prima con una
faticosa salita e quindi con una bella discesa. Il tracciato si inoltra quindi
sul versante nord della montagna, in un bel bosco di latifoglie e con begli
scorci sulla pianura torinese (ben visibile anche Torino): volge infine
nuovamente verso il santuario con una curva stretta ed impegnativa, per una
lunghezza di 5 km. Indicazioni presenti in loco consentono di abbreviare il
percorso limitandosi ad un anellino di 2 km (pista per categoria baby nelle gare
FISI), di difficoltà media.
Quota centro abitato: 1338 m.
Accesso stradale:
autostrada Torino-Aosta fino a Verres, quindi strada statale della Val d’Ayas;
Il Centro di Fondo è posto oltre il nucleo più antico del paese, dove la valle
si apre allungandosi in direzione nord, proprio sotto la cima del Monte Zerbion.
Servizi e informazioni:
Azienda Autonoma di Soggiorno di Brusson, tel. 0125 - 300131
DATI GENERALI
Numero piste battute: 2
Chilometri totali: 15 circa
Servizi presso il centro di fondo: Foyer de fond, con tutti i servizi (la pista
è stata più volte teatro di competizioni nazionali ed internazionali, comprese
gare di Coppa del Mondo); Brusson è centro di primaria importanza anche per il
Biathlon.
Prezzo: a pagamento
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Anello n. 1 - Trois Villages km: 7.5 - difficoltà: difficile
Anello n. 2 - Extrapieraz km: 7.5 - difficoltà: media
L'anello Trois Villages
Partendo ancora dal ponticello a monte del laghetto artificiale di Brusson e
svoltando questa volta a sinistra si inizia una pista assai tecnica, omologata
FISI, pista che è stata teatro anche di prestigiose competizioni come la Coppa
del Mondo di Sci Nordico del 1996. Il tracciato inizia subito con una decisa
salita seguita da una decisa discesa che pare volere condurre il fondista
direttamente nelle acque del laghetto ! E’ questo soltanto un assaggio di una
serie di salite e discese ben più impegnative che si alternano continuamente;
essendo impossibile descrivere brevemente le continue evoluzioni del tracciato,
si può comunque ricordare che le discese più impegnative sono poste alla fine
del tracciato: la più difficile è forse proprio l’ultima che presenta un tratto
iniziale dolce, una curva nettissima intermedia (un vero e proprio tornante a
sinistra) seguita da un ripido pendio che appare improvvisamente. La pista è
molto impegnativa, specialmente con neve gelata; resta generalmente lontana da
strade, se si esclude l’attraversamento della carrozzabile per il Col de Joux.
Costeggia talvolta il torrente e si inoltra, specialmente durante il ritorno,
nel bel bosco di abeti e larici posto sul versante occidentale della vallata; la
sagoma affilata ed elegante dello Zerbion, sormontata dalla grande Madonna
bianca (ben visibile nelle giornate limpide) domina spesso gli scorci di
paesaggio che si aprono tra le conifere.
L’anello tra Brusson ed Extrapieraz
Per iniziare la pista di fondo che conduce fino ad Extrapieraz occorre
raggiungere il ponticello sull’Evançon posto immediatamente a monte del laghetto
artificiale posto a occidente dell’abitato. Svoltando a destra, si incontra
dapprima un tratto in falsopiano che si sviluppa sulla sponda destra del
torrente (corso d’acqua alla sinistra di chi sale); il tracciato riattraversa
quindi l’Evançon e, allungandosi tra il fiume e la strada statale, inizia a
risalire verso Extrapieraz. Una breve discesa conduce inizialmente in una gola
dove la pista passa assai prossima alle acque del torrente: si inizia quindi una
decisa salita in un bosco di larici fino a raggiungere un terzo ponte che
riporta il fondista sulla sponda occidentale; si noti che appena prima
dell’attraversamento è possibile, per chi lo desiderasse, prendere
immediatamente la pista che riporta a Brusson: è questo praticamente l’unico
punto in cui è possibile abbreviare il tragitto se le forze vengono a mancare.
L’ultimo tratto del tracciato che conduce ad Extrapieraz si sviluppa comunque su
terreno pianeggiante, tra gli abeti, seguendo il corso del fiume. Superato un
campeggio, in vista delle belle cime che costituiscono lo spartiacque tra Val d’Ayas
e Valtournanche (tra cui spicca con i suoi oltre tremila metri il Bec de Nana o
Falconetta dalla forma conica) si ritorna sulla sponda orientale e si inizia
scendere, prima con dolci pendenze e quindi, superato un breve risalto, con una
discesa un po’ più impegnativa (pista stretta) che conduce al già descritto
punto di intersezione tra andata e ritorno. Si sale quindi per una decina di
metri e si affronta infine una lunga discesa, senza pendenze eccessive ma veloce
in caso di neve gelata, che conduce nuovamente alle prime case di Brusson
passando proprio accanto alla tipica costruzione in pietra e legno che
costituisce il nucleo del Centro di Fondo.
Quota centro abitato: 1385 m.
Accesso stradale:
Il Centro di Fondo è accessibile in diversi punti; il parcheggio più grande è
localizzato presso gli impianti di risalita di Weissmatten, dove tuttavia si
incontra anche la folla dei discesisti. Un piccolo parcheggio è presente anche
in centro paese, dove si trova la partenza ufficiale delle piste.
Servizi e informazioni:
Azienda Autonoma di Soggiorno, tel. 0125 - 355185
DATI GENERALI
Numero piste battute: 1 ; in zona esistono indicazioni per percorrere solo parti
del tracciato complessivo.
Chilometri totali: 24 circa
Servizi presso il centro di fondo: bar, noleggio attrezzatura.
Prezzo: a pagamento
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Anello km. 24 - difficoltà: media ma con tratti impegnativi dislivello: 110 mt.
In zona esistono indicazioni per percorrere solo parte del tracciato
complessivo; si parla di
Pista azzurra, km 3 - difficoltà: facile
Pista rossa km. 5 difficolta': media
L’ambiente in cui si snoda la pista è
piacevole anche se non è rigorosamente naturale: si passa infatti accanto a
numerose frazioni percorrendo un fondovalle abbastanza antropizzato; l’elemento
più interessante del paesaggio è rappresentato soprattutto dalla bellezza di
numerose antiche case, alcune in stile walser. Anche l'ampia vista sul Lyskamm
costituisce elemento di grande suggestione.
Lasciata ad esempio l’auto sul grande parcheggio di Weissmatten, si attraversa
il torrente Lys portandosi alla base degli impianti di risalita da dove si può
iniziare la giornata sugli sci di fondo: si imbocca il tracciato immediatamente
a destra del ponte, che dapprima costeggia per un poco il corso d’acqua, poi
sale dolcemente in vista del laghetto artificiale di Bielciuken. Un discesa
abbastanza facile conduce alle prime case di Gressoney St. Jaen e quindi, con
percorso quasi pianeggiante, si raggiunge il nucleo principale del paese,
effettuando due attraversamenti di altrettante carrozzabili minori. Superata la
zona centrale dell’ abitato, in prossimità del quale ai margini di un ampio
campo di neve è presente un punto di ristoro, si sale ad un boschetto di larici
e abeti, superato il quale una bella discesa termina in prossimità della strada
statale: tolti gli sci e attraversata la carrozzabile, si continua a scendere
per un poco e, svoltando a sinistra, si inizia a percorrere un ampio pianoro ove
si incontrano alcune splendide antiche case: il paesaggio è dominato da un
grande pino cembro che si staglia sullo sfondo del Monte Rosa. Giunti ad un
ennesimo attraversamento stradale, si può scegliere se tornare alla base o se
continuare ancora per un tratto breve ma impegnativo: chi deciderà di
continuare, dopo un corto tratto pianeggiante, dovrà attraversare il torrente e
affrontare una ripidissima salita, al termine della quale si raggiunge il punto
più alto della pista (1450 mt.); immediatamente dopo inizia una ripida e lunga
discesa (difficile) che termina con un,ampia curva: questa è seguita da un
tratto più dolce e quindi da una seconda discesa, meno impegnativa, che termina
proprio all’inizio di uno stretto ponticello che si infila sullo slancio. Si
supera quindi un altro attraversamento stradale (strada ENEL) e ci si ritrova
infine nel pianoro dominato dal grande cembro, che si ripercorre interamente
fino a riattraversare la statale di fondovalle. Indossati nuovamente gli sci, si
prende a salire tra le conifere, passando accanto ad una piccola caratteristica
casa rosa e blu, di antica costruzione e si affronta quindi una bella discesa
costituita da due tratti impegnativi intervallati da un profondo avvallamento:
dopo l’ultimo tratto, con stretta curva finale, ci si ritrova nel piano posto in
prossimità del centro di Gressoney St. Jean, ove è appunto localizzato un punto
di ristoro. Si imbocca il tracciato che si inoltra nel bosco e si supera una
ripida salita, raggiungendo un gruppetto di case in stile walser, oltre le quali
si affronta un’ampia discesa che descrive un ampio semicerchio. Al termine della
discesa si incontra un bivio: si può continuare per il fondovalle, con facile
percorso, oppure imboccare un tracciato che resta ai piedi del versante
idrografico destro della vallata e che sale in direzione del caratteristico
castello Savoia; in tal caso, dopo un tratto in piano, si sale ancora nel bosco
e quindi, tornando a ritroso, si affronta una bella discesa ricongiungendosi
infine con il tracciato di fondovalle. Si procede quindi in direzione di
Bielciuken e, con altra bella discesa, si ritorna alla base di Weissmatten. Un
tratto di pista attende tuttavia ancora di essere percorso: oltrepassato il
punto di arrivo della pista da discesa, ci si imbatte in una ripidissima e
difficile discesa profondamente incassata tra montagna e torrente; poi si
continua senza particolari difficoltà fino al punto più basso del tracciato
(quota 1345 mt. circa), raggiunto il quale si attraversa il Lys e si risale a
Weissmatten.
Quota centro abitato: 1828 m. (Barmasc)
Accesso stradale:
autostrada Torino-Aosta fino a Verres, quindi strada statale della Val d’Ayas;
superato Extrapieraz e poco prima di Ayas-Periasc, si abbandona la strada
regionale principale salendo dapprima a Lignod e quindi ad Antagnod. Da quest'ultimo
borgo, si sale su comoda carrozzabile fino a Barmasc: le piste di fondo si
trovano in prossimità del parcheggio posto al termine della strada.
Servizi e informazioni:
Ente del Turismo di Aosta, 0165 - 236627
DATI GENERALI
Numero piste battute: 3
Chilometri totali: 5 circa
Servizi presso il centro di fondo: bar ristorante a Barmasc, un poco spostato
rispetto alle piste, e ad Antagnod
Prezzo: a pagamento
DESCRIZIONE DELLE PISTE
Anello n. 1 - Rosso km: 2 - difficoltà: medio-facile
Anello n. 2 - Rosso km: 3 - difficoltà: media
Anello 3 - Nero km: 5 - difficoltà: difficile
L'Anello 2 è di fatto parte dell'Anello 3.
L'Anello 3 è a sua volta parte dell'Anello 5.
Tutti i tracciati si sviluppano nel ripiano di Barmasc, adagiato a mezza costa sul versante esposto ad oriente della media valle d'Ayas. Il luogo è generalmente tranquillo e altamente panoramico: mentre verso nord appare il tutta la sua maestosità il massiccio del Monte Rosa, verso est si distinguono facilmente la Testa Grigia (in direzione di Champoluc) ed il gruppo Mont Nery-Tre Becche (in direzione di Brusson). Imponente è la presenza dell'aguzza sagoma del monte Zerbion, che dà inizio a sud alla catena di vette che, separando la val d'Ayas dalla Valtournanche, culmina verso nord nel Bec di Nana, facilmente individuabile per la sua forma conica. Scuri boschi di abete rosso e gruppi di larici fanno da sfondo ai dolci campi di neve, attraverso i quali si sviluppano le piste: poche antiche baite, alcune delle quali ristrutturate in armonia con l'ambiente, rendono il paesaggio movimentato, mentre l'odore di legna bruciata che fuoriesce dai camini accompagna di tanto in tanto lo sciatore.
Gli anelli "rossi" non si allontanano dal ripiano posto a
lato del parcheggio; presentano alcune discese (per l'esattezza, tre nel caso
del tracciato di 3 km e 2 nel caso del tracciato di 2 km) di media difficoltà:
in particolare l'ultima discesa dell'anello rosso più lungo, discesa che si
allunga ai bordi del bosco di conifere nella parte finale della pista, è un poco
più impegnativa, anche se sempre e comunque di difficoltà media.
L'anello nero sale invece un poco nel bosco di piante resinose: viene di norma
battuto solo con innevamento abbondante ed è riservato a fondisti esperti.